Kim Clijsters agli US Open 2009

Kim Clijsters agli US Open 2009

Kim Clijsters è tornata al tennis ed ha stupito il mondo vincendo gli US Open 2009. Solo lei ci può raccontare questo percorso, le difficoltà e le gioie in questa intervista esclusiva.

Il tuo “come back” è seguitissimo dai media, quasi più di quando eri numero uno. Che effetto ti fa questa attenzione?
Sono veramente felice di essere tornata sul campo, mi sono allenata duramente negli ultimi 7-8 mesi: grazie ai sacrifici, alla fine è stata come una festa giocare a tennis e oggi posso dire che è andata meglio di come pensassi.

Quale è stata la parte più dura della tua preparazione al rientro? La condizione fisica? La tenuta psicologica? Il ritmo sui palleggi?
La parte sicuramente più dura è stato riprendere la condizione fisica. Innanzitutto per più di un anno e mezzo non avevo più preso una racchetta in mano per allenamenti così intensi e quando l’ho fatto il corpo non ha reagito come prima.
Ma soprattutto dopo aver avuto un bambino ho dovuto ricostruire l’apparato muscolare di nuovo, e ora è addirittura più forte di prima. È impensabile quanto possa cambiare il corpo di una donna dopo che ha avuto un bambino.

Alla fine della partita con Venus hai dichiarato “negli ultimi otto mesi ho lavorato duramente“. Che ritmo hai tenuto? Quanti allenamenti a settimana?
Mi sono allenata sul campo quattro volte la settimana mentre sei giorni su sette ho fatto allenamenti atletici. Ho iniziato ad allenarmi alla fine di gennaio e ho gradualmente aumentato l’allenamento nuotando, facendo streching ed i consueti esercizi legati al tennis. Inoltre ho utilizzato sia lo yoga che il pilates.

Dopo due anni di assenza, hai dovuto cambiare qualcosa a livello tecnico nel tuo gioco?
Non penso che il mio modo di giocare sia cambiato in modo evidente in questi due anni in cui sono stata fuori dai circuito, e per il momento non mi vedrete giocare “serve and volley”. Spero, in ogni modo, di migliorare rispetto al livello al quale sono ora.

Ci racconti un tipico pre-partita?
Inizio la preparazione circa due ore prima del match, provando la battuta per 30-45 minuti. Poi faccio una doccia, preparo le racchette e le bevande energetiche, e infine mi riscaldo in palestra per 15-20 minuti prima dell’inizio della partita, salvo ovviamente slittamenti.

Hai un canale su YouTube, seguiamo i tuoi “tweet” sul web, che rapporto hai con la tecnologia? Aggiorni il tuo Twitter con un palmare?
I media e il modo di comunicare attraverso i social network è uno dei cambiamenti più impomenti avvenuti durante la mia assenza dai campi. Molte persone ormai sono in contatto con i loro amici tramite Facebook. È impressionante come ora posso essere in contatto con i miei fan tramite il mio sito, il canale su Youtube, Twitter o la pagina fan su Facebook. Di solito non ho molto tempo ed è davvero bello poter comunicare qualcosa di me tramite questi strumenti.

Dopo la semifinale contro Serena Williams così carica di tensione ed emozioni, cosa hai fatto per concentrarti in così poco tempo per la finale?
Sapevo che avevo ancora una partita da giocare, la più importante di tutte, anche se venivo dalle vittorie su Venus e Serena. Non ho avuto molto tempo per prepararmi, ma ho recuperato le mie forze per quanto è stato possibile: ho riposato nel pomeriggio, ho giocato con mia figlia Jada e così mi sono rilassata e ho smesso di pensare al tennis per un po’

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