È uno dei veterani delle gare su quattro ruote in tutte le possibili varianti ma la passione ed i risultati sono sempre quelli di un ragazzino. A Vallelunga, in occasione del suo debutto con l’Audi nel campionato GT3, incontriamo Dindo Capello.

Dindo Capello vestito Fila

Dindo Capello vestito Fila

Non lo si può definire un debutto con Audi, giusto?
In effetti la prima volta che ho guidato un’Audi era nel 1994 e ci siamo incrociati tantissime volte durante la mia carriera, mi trovo benissimo con loro.
Nemmeno qui a Vallelunga è un debutto, visto che la prima corsa qui per me risale al 1993. Sono contento di tornare a correre questi livelli in Italia, dopo tante esperienze soprattutto in Europa ed in America.

Un ricordo emozionante tra i tanti?
Per le vittorie è difficile fare una scaletta di preferenze, perché tutte hanno un sapore particolare. Un episodio bellissimo però è accaduto nel 2006 alla 12 ore di Sebring: vinciamo la gara con l’innovativa Audi R10 TDI ed il giorno dopo abbiamo visto la partenza dello Space Shuttle.

Chi è sicuramente al debutto è questa Audi R8 LMS.
È una grande novità sia il fatto che Audi rientri nella GT3 sia che scenda in pista con questo modello che ha un potenziale altissimo. Non possiamo fare grandi pronostici perché soprattutto all’inizio soffriremo per le penalizzazioni imposte dalla federazione che la limitano molto rispetto alle possibilità.

Quindi per domani cosa ti aspetti?
È difficile dire qualcosa, anche perché stiamo ancora imparando a conoscere la macchina. La squadra è ottima e siamo tutti gasati per quest’auto, quindi ce la metteremo tutta.

Cosa fa un pilota prima di una gara?
Dipende molto dalla gara ed anche dai rischi. Ad esempio gare tipo la 24 ore di Le Mans sono molto stressanti per la durata, per l’intensità ma soprattutto perché ti senti una responsabilità altissima soprattutto se sei in una squadra che punta a vincere.
In generale cerco di risparmiare tutte le energie possibili: parlare poco, stare poco in mezzo alle persone, isolarsi il più possibile.

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