Kim Clijsters batte Dinara Safina

Kim Clijsters batte Dinara Safina

Kim Clijsters supera il primo turno degli Australian Open dopo aver annientato Dinara Safina 6-0 6-0 in 45 minuti. Riportiamo la sua intervista post-partita.

Hai vinto sei volte con un doppio 6-0 nei tornei del Grande Slam: cosa ci vuole per restare concentrati dal primo all’ultimo punto del match?
Ovviamente, posso parlare solo per me. Quando senti che la tua avversaria non sta giocando il suo miglior tennis, cerchi di restare concentrata e di non perdere la tua idea della partita. Non si deve diventare più tolleranti ma si deve mantenere la stessa mentalità di quando hai iniziato 0 a 0.
Quando ho visto il sorteggio ho pensato subito a questa partita: so se lei gioca il suo tennis migliore, io devo fare altrettanto per poterla battere. E questo è quello che sono venuta qui a fare. Di solito mi aspetto che la mia avversaria tenti di giocare il suo miglior tennis: oggi Dinara non ci è riuscita ma il mio atteggiamento è stato quello di non darle delle possibilità lasciandola tornare in partita, magari ricostruendo la sua fiducia. Lei ha giocato il suo miglior game sul 5-0 del secondo set, dove è riuscita a trovare il suo gioco abituale, ma ovviamente era troppo tardi per recuperare.

Pensi sia un po’ triste per lei perdere in questo modo?
Sicuramente lo è. Quando ho ricominciato la mia carriera, Dinara è stata una delle giocatrici che mi ha fatto maggiore impressione, perché non aveva più la stessa forza di prima. Io credo che lei abbia uno dei migliori rovesci incrociati, imprevedibile, ma non lo usa più così spesso.
Penso che sia principalmente una questione di fiducia: il “gioco” è ancora dentro di lei e comunque non si arriva al numero 1 solo per fortuna. Se lei riuscisse a vincere qualche partita di seguito, magari una un po’ dura, potrebbe ricostruire una certa fiducia in se stessa.

L’anno scorso è successo qualcosa di simile a te con la Petrova?
Non lo so, sicuramente in questa situazioni non ci sono tante cose che si possano dire per farla sentire meglio. Comunque io e lei abbiamo parlato negli spogliatoi, Dinara è una bravissima ragazza. D’altronde questo è il nostro sport, ci sono due giocatori che si affrontano ed a volte queste cose possono accadere e speri solo che non facciano scendere la fiducia nei tuoi mezzi.

Come hai recuperato la sconfitta di un anno fa qui agli Australian Open?
Ho provato a lasciare tutto alle spalle e a dimenticare il prima possibile. Probabilmente ero in una fase diversa e credo che questa sconfitta possa avere su Dinara un impatto più forte di quello che ha avuto quella con la Petrova per me.

Nonostante l’avversario, come è la situazione oggi?
Mah..la settimana scorsa a Sidney ho giocato alcune partite molto bene, forse al top. Oggi sentivo la palla molto bene, sono stata in grado di spostarla e non mi sentivo mai troppo sotto pressione. La palla l’ho sempre trovata in una posizione giusta per poterla spingere e quindi condurre il ritmo dello scambio.

In una situazione come quella di oggi, 6-0 il primo e 5 a 0 nel secondo, ha pensato fosse giusto lasciarle un gioco?
Lasciarle un gioco? No! Voglio dire oggi sul 5 a 0 lei ha colpito due gran rovesci, questo è quello che le ho lasciato (risata). Scherzi a parte e parlando sul serio, quando Dinara non gioca contro di me io faccio sempre il tifo per lei perché vorrei che lei tornasse ad avere fiducia e risalisse la classifica. Ma da avversaria io non le lascio un gioco (sorride).

Avevi la stessa sensazione quando nel primo set della finale di Sidney eri andata sul 5 a 0 contro la Na Li?
In quella finale ero 5 a 0 oppure 5 a 2? Non ricordo ma non penso a quello. Qui siamo agli Australian Open, è un altro torneo ed un altro contesto. Ovviamente ricordo tutte le cose buone fatte in passato ma in quella finale non avevo buone sensazioni ed ovviamente sono dispiaciuta per come è finita.
Però, al di là della finale, ripeto che ha Sidney ho giocato bene in tutto il torneo, qui sono arrivata riposata e queste sono le cose importanti per me.

Visto il tuo feeling con gli Us Open di New York, sei sorpresa di non essere mai riuscita a vincere qui in Australia?
No, perché ho sempre perso contro ottime avversarie e forse non sono riuscita qui ad esprimere il mio miglior tennis quando serviva, come in semifinale e finale.
Sicuramente questa è la superficie ed il campo che mi piace. Oggi vedo ogni torneo del Grande Slam come un’opportunità per fare meglio, per migliorare e crescere.
Cerco solo di essere migliore del mio avversario in quella partita e poi vediamo dove si arriva.

Ti senti ora una giocatrice migliore di quella che ha perso qui nel 2004 contro Justine Henin?
Non so se sono una giocatrice migliore di allora, so sicuramente che sono una persona più matura e questo cambia molto l’impatto che hai in campo. Penso che anche allora avrei potuto esprimere il mio miglior tennis, ma probabilmente non sarei riuscita a farlo per tutta la partita o per tutto il torneo. E questo è quello che conta in un torneo del Grande Slam.
Io non sono più la più giovane là fuori, quindi devo usare a mio vantaggio la maturità! (risata)

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